Atleta del mese: Cristiano Colombi

Autore di buone prove nelle recenti gare indoor Cristiano sta dimostrando continuità nelle prestazioni.

Lo attende una scoppiettante stagione all’aperto, ben stimolato dalla concorrenza interna che sarà ricca 

La tua definizione di atletica?

Se dovessi utilizzare un solo termine per descrivere cosa sia l’atletica direi SODDISFAZIONE. Per me l’atletica è un insieme di sentimenti: un po’ di frustrazione quando qualcosa non va per il verso giusto, molta passione che ti spinge a non mollare e superare qualsiasi ostacolo, la fatica dell’impegno quotidiano che è anche gioia, quella di correre e di mettersi alla prova. Inoltre c’è il divertimento che viene dallo stare insieme ai compagni di gruppo e ai compagni di squadra, l’unione di tutte queste emozioni mi rende soddisfatto delle mia scelta di vita!

L’atletica una volta che si conosce e si capisce si pratica fissandosi obiettivi e mettendoci sentimento. E’ uno sport che viene definito individuale perché in gara sei da solo, di gare però ne fai un po’ più di una manciata l’anno e, considerando 365 giorni, hanno molto più peso gli allenamenti rispetto alle gare. E quelli non li costruisci da solo,  l’allenatore e i compagni lo fanno diventare uno sport di gruppo.

Atleticamente parlando qual è il tuo punto di forza e quale la tua debolezza?

Quello che senza dubbio è il mio punto di forza è la determinazione, il porsi un obbiettivo e non arrendersi; se poi consideriamo le mie caratteristiche allora rispondo che la forza è probabilmente la velocità, perché per essere un mezzofondista corricchio, anche se ovviamente anche la resistenza è presente sennò farei altro. Nel complesso forse non c’è uno spiccato elemento di forza ma una buona combinazione di componenti. Quello che invece è sicuramente il mio tallone d’Achille è l’aerobico… un po’ perché lo fuggo, un po’ perché non mi piace. Sono consapevole però della sua importanza e infatti i recenti risultati so in parte derivano anche dall’averlo allenato…

Quali sono le tue aspettative per questo 2016?

Ho delle buona sensazioni e anche nuovi stimoli, mi sto anche allenando con maggior impegno e continuità e mi sto rendendo conto che è vero che il lavoro paga. Sull’800 non mi pronuncio ma ovviamente resta la mia gara di punta, sul 400 secco invece posso confidare che vorrei scendere sotto i 50” e poi ovviamente confido in delle belle staffette 4×400 e 4×800…!

Come è e come deve essere il rapporto società-atleta?

Io mi trovo molto bene nell’Acsi Campidoglio Palatino, è davvero un bel gruppo!  Quello che mi sento di chiedere è ancora una maggiore coesione che possa magari prevedere più allenamenti insieme, dei raduni, un’organizzazione delle trasferte fatte più da squadra organizzando “il viaggio” e il pernottamento in albergo insieme. Perché per me il gruppo è veramente importante, dà tanta forza e motivazione e sono proprio contento che la cosa abbia preso sempre più valore all’interno delle politiche della società. In tal proposito, visto le recenti attività intraprese, dico che mi piacerebbe dare una mano non solo come atleta in pista ma come parte attiva anche nei contesti organizzativi.