ATLETA DEL MESE: SABRINA GNISCI

Sabrina Gnisci è un’atleta che ha nelle vene il sangue arancio-verde. Presenza costante in tutti gli appuntamenti societari, può vantare alcuni dei migliori tempi tra le velociste campidogline. A pochi giorni dall’esordio ai CDS lei stessa non esita a definirsi “molto fiduciosa”.

Allora Sabrina, te che sei una vera e propria senatrice della Campidoglio, raccontaci come ha avuto inizio la tua carriera atletica.

Come accade a molti ragazzi, è stata la mia professoressa di educazione fisica al liceo a consigliarmi di praticarla, ben 7 anni e mezzo fa. Prima infatti facevo canoa, ma essendo lei sposata con un noto speaker delle gare conosceva bene il mondo, e quindi dopo qualche campestre vinta si è decisa ad avviarmi a questo sport. Inoltre mia madre conosceva il padre di Elisa Palamara, da qui il mio battesimo con la Campidoglio e l’incontro col mio allenatore storico, Giovanni Lo Giudice.

E dopo tanti anni vivi ancora le gare con le stesse sensazioni delle prime volte?

Assolutamente si. Ogni gara è come se fosse l’esordio assoluto, l’adrenalina è al massimo. Aspetto la stagione agonistica per tutto l’anno.

Al campo, invece, come affronti l’allenamento quotidiano?

Innanzitutto non guardo e non ascolto mai i tempi che faccio nelle ripetute, non mi interessano, penso solo a rimanere concentrata e cerco di dare il massimo, ma devo dire che sono alquanto altalenante, la continuità non è il mio forte, rendo molto di più in gara. Però sono molto caparbia, non mi è mai capitato di non finire un allenamento, neanche il più tosto.

Hai l’età in cui si raggiunge il rendimento fisico massimo, che ambizioni hai per il 2016 e per le eventuali stagioni future?

Facendo i dovuti scongiuri, ammetto che quest’anno mi sento particolarmente in forma, come non mi capitava da 3 anni. Però so quanto valgo, non pretendo di fare chissà quali risultati, per me l’atletica è una sfida contro me stessa, penso solo a battere i personali, a tornare sempre sui miei massimi livelli.

E quando non t’alleni cosa fai, ancora studi o già lavori?

Lavoro già da un paio d’anni per un’agenzia di comunicazione online in ambiti cinematografico, dopo essermi laureata allo IED, l’istituto europeo di design.

Però tutti sanno che la mia vera passione è il calcio, sono una tifosa sfegatata dell’Inter, la seguo sempre; il mio ideale di giornata è stare davanti alla televisione a guardare varie partite, poiché seguo anche i campionati stranieri.

Oramai l’atletica fa parte della tua vita da un po’ di tempo. Che consigli daresti ad un ragazzo/a che inizia atletica oggi?

Allenarsi, concentrarsi e dare sempre il massimo. Ma questo non basta. Deve credere sempre in sé stesso, anche e soprattutto quando una gara va male. Avere fiducia nelle proprie capacità è fondamentale, e proprio a questo serve un allenatore che sappia darti le giuste motivazioni.

Intervista di Francesco RossiGnisci