Atleta del mese: Alessandro Pietravalle

E’ Alessandro Pietravalle l’atleta del mese di gennaio o, per meglio dire, l’atleta delle gare al coperto. L’ostacolista classe ’98 e dunque secondo anno junior, allenato da Flavio Rambotti, è reduce dai recenti campionati italiani junior/promesse ad Ancona dove ha chiuso una stagione che l’ha visto abbandonare temporaneamente la sua specialità, i 400hs, ed esordire sui 60m con barriere alte 1 metro, abbattendo di 21 centesimi il personale nel giro di due settimane. Alessandro si è anche tolto la soddisfazione di centrare un ottimo 5° posto con la staffetta 4×200.

Allora Alessandro, come va il tuo stato di forma, sei soddisfatto della stagione indoor?

Mi sento molto bene, gli allenamenti vanno alla grande, ormai sono un atleta quasi esperto e riesco a gestirmi al meglio. La stagione è stata molto soddisfacente, partecipare agli italiani è sempre gratificante soprattutto se fai il personale. La staffetta poi è stata fantastica, anche se un pizzico di amarezza è rimasto. I cambi non sono venuti al meglio e il podio non era poi cosi lontano.

Ti senti più ostacolista veloce o da giro di pista?

Al momento più da giro di pista. Negli ultimi due anni mi sono allenato intensamente su questa distanza, sono migliorato molto e ho acquisito una certa padronanza della ritmica, ma per il futuro voglio cimentarmi piu spesso anche nei 110hs dove credo di avere ancora un gran margine.

Com’è allenarsi con un grande allenatore come Flavio Rambotti?

Beh, allenarsi con Flavio è un onore per me, è molto stimolante. So che ha portato atleti ad altissimo livello e spero faccia lo stesso con me (ride ndr). Dal punto di vista tecnico è molto preparato e precisissimo, corregge sempre il minimo particolare. Mi dà sempre una grande carica, ma anche dal punto di vista umano l’ho sempre sentito vicino, per me è una persona molto importante.

Raccontaci i tuoi primi giorni al campo, quando hai iniziato?

Ho iniziato nel Settembre 2012 quindi ormai sono più di quattro anni. Quell’estate si svolsero le Olimpiadi di Londra e mi appassionai particolarmente all’atletica, cosi venni a caracalla dove conobbi Flavio. Con lui mi trovai bene fin da subito e infatti le cose non sono più cambiate da allora.

E quando non sei al campo?

Quando non sono al campo principalmente studio. Sto frequentando l’ultimo anno di Liceo scientifico e quindi mi toccano gli esami di maturità. Per ora penso a quelli, poi mi concentrerò sul mio futuro che per ora non ho ben chiaro.

Parliamo un po’ delle trasferte. Come ti trovi con i tuoi compagni della Campidoglio, siete un bel gruppo?

Le trasferte sono molto divertenti, siamo sicuramente un bel gruppo, credo si veda anche dalle staffette che facciamo come quest’ultima agli italiani. Anche fuori dal campo stiamo sempre bene tra di noi e questo affiatamento è molto importante, infatti il nostro tifo si riconosce sempre.

Che ambizioni hai per queste outdoor e quali prospettive per il futuro?

Per queste outdoor punto alla finale dei 400hs agli italiani juniores, obiettivo difficile ma fattibile, e perciò punto a scendere sotto i 55’’ se non meno. Flavio mi motiva molto e magari nei prossimi anni vorrei puntare ad un podio individuale, che è un mio grande sogno. In futuro spero di crescere su questa distanza, ma anche in quelle più brevi, per essere un ostacolista completo.

Francesco Rossi