Dietro le quinte dell’Appia Run 2017

Si è tenuta domenica scorsa la 19esima edizione dell’Appia Run, manifestazione podistica molto partecipata e i cui resoconti stanno, in questi ultimi giorni, intasando le pagine che trattano di sport in generale e di corsa,visti gli oltre 5000 partecipanti. La nostra società è da sempre in prima linea e partecipa con dirigenti, allenatori, atleti e supporter all’organizzazione di questo grande evento che ha luogo in quella che consideriamo casa nostra: Stadio delle Terme di Caracalla.

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Per una volta vogliamo mostrare il racconto dei ragazzi che lo hanno vissuto dall’altro lato. Svelare un poco del lavoro che è stato svolto nella settimana precedente .Un immenso lavoro poi è stato svolto per l’intero anno, su questo però non ci soffermiamo malgrado meriterebbe.

Iniziamo dalla conferenza stampa del martedì tenutasi nella protomoteca capitolina e già lì per portare i materiali, allestirli e fare l’accoglienza si son dati da fare in diversi, anche solo traversando tutta Roma per far sì che il banner arrivasse in tempo per il convenevole, vero Sergio?

Da giovedì poi son stati davvero numerosi, e li ringraziamo tutti, coloro che, giovani e meno, hanno collaborato alla realizzazione dei pacchi gara confrontandosi con liste non proprio complete, scatoloni da assemblare, volantini e promozioni pubblicitarie degli sponsor e stipaggio con criterio delle scatole pronte. Neanche a dirlo ovviamente il pacco che serviva quando arrivava la squadra a ritirarlo era sembra introvabile, ma queste cose le conosciamo solo noi perchè verso l’esterno il nostro servizio è stato fortunatamente impeccabile. I ragazzi sempre sorridenti son venuti incontro alle varie esigenze di cambio taglia delle magliette, assistenza nei problemi di iscrizione o ripensamenti e così via.

Come non parlare poi della preparazione delle 6000 buste ristoro che son state preparate con alacre lavoro in catena di montaggio mentre si cantavano a squarciagola le canzoni più disparate.

Tutti insieme, una squadra di giovani atleti ma non solo, non importa se è la prima volta che si vedono, sono comunque uniti, in un clima di gioia. Scherzano tra loro, lavorano, si aiutano, collaborano per dare vita e rendere possibile la manifestazione. Così descriverei il “ backstage” dell’Appia Run. I ritmi sono frenetici e a tratti martellanti tanto che lavoriamo in costante catena di montaggio. Esempio eclatante: le 6000 sacchette ristoro da fare. I ragazzi sono posti uno di seguito all’altro,e via si inizia la catena! C’è chi scarta i pacchi di merendine e “ ne testa la qualità”, chi apre le bustine ( compito da non sottovalutare), chi le tiene aperte agevolando il compagno successivo che mette la merendina poi la mela e infine c’è uno snodo, da un tavolo ad un altro, lì dove si termina con il mettere la mela si inizia mettendo acqua,integratore, volantino, nodo e è fatta!Via nella cassa che i giovanotti forzuti portano nel gazebo . Le mele sono la massima attrazione per i lavoratori incalliti che infatti si divertono a vestire i panni di giocolieri, lanciatori di baseball ma che non dimenticano di far parte di una “ cooperativa” e quindi riprendono a lavorare con i sorriso. Qualche leggera tensione? Forse ma se non ne ho ricordo evidentemente è rientrata spontaneamente facendo prevalere l’armonia e la solidarietà di cui lo sport stesso è manifesto.” Marta Sardara

lovori in corso

Parliamo poi del lungo e certosino lavoro di distribuzione dei pettorali e delle magliette agli iscritti singolarmente, molti dei ragazzi hanno finalmente compreso la stanchezza degli impiegati delle Poste… ma il clima è sempre stato positivo e quando alle 13 è arrivato Roberto De Benedictis con i pacchi di pizza non mancava un solo sorriso all’appello sui volti dei “lavoratori”.

I lavori son stati tanti e svariati ed è servito l’aiuto di tutti, la pazienza, la disponibilità, lo spirito d’iniziativa e la diligenza perchè gestire numeri simili richiede una procedura senza intoppi e dai vari commenti dei partecipanti e la costante e in aumento partecipazione ci pare di trarre che così sia.

Non vi sto a citare i nomi di tutti quelli che hanno dato una mano perchè non basterebbe lo schermo… vi riporto invece i commenti di alcuni che si son generosamente prestati a condividerli.

Sono stata “dietro le quinte” della XVII Edizione dell  Appia Run , dove da subito si percepisce quanta passione,cura ma soprattutto impegno vengono messi per far uscire nel migliore dei modi questa antica manifestazione . Il corso delle giornate è stato un susseguirsi di fatica e divertimento. Nel sabato pomeriggio alcuni ragazzi hanno potuto giocarsi il titolo per “il fulmine dell Appia”. È stata una Grande opportunità per chi si è avvicinato per la prima volta al mondo dell atletica, ma anche per coloro che già la praticavano.
Il giorno della gara è stata un “mix di eventi” che hanno portato ad un ottima riuscita della manifestazione.Giorgia Gagliazzo 
L’Appia Run come ogni anno è stata un grande successo. Mi è piaciuto che il gruppo di ragazzi al lavoro era ben integrato, che avevano tanta voglia di fare e davano il proprio massimo. Mi ha fatto piacere che siamo stati ben organizzati e grazie a questo i partecipanti erano molto soddisfatti e ci facevano i complimenti per l’organizzazione.  Come sempre lavorare all’Appia Run è un esperienza bellissima che consiglio a tutti. Un grande grazie a tutte le persone che con il loro lavoro hanno contribuito al successo dell’Appia Run, un ringraziamento speciale va anche a Marco e Roberto che ci hanno dato le possibilità di dare il nostro meglio credendo nelle nostre capacità.” Alessio Moricca
Ho lavorato all’Appia Run in primis perchè rispetto ad altri lavoro, questo è un lavoro che mi piace e poi perchè non riuscendo più ad allenarmi tanto è una bellissima occasione per stare in gruppo e ritrovare i compagni di squadra. Certo dopo un’intera giornata arrivo molto stanco ma anche molto soddisfatto per la riconoscenza del lavoro.
Io ho cominciato a lavorare già prima della settimana di fuoco, ho svolto il volantinaggio alla maratona di Roma e presso il centro commerciale Porte di Roma e devo dire che è stato molto bello quando le persone che sono riuscito ad incuriosire e a far venire mi hanno poi salutato e ringraziato per averli spinti in questa avventura. Poi vediamo il sabato ho lavorato alla distribuzione dei pettorali e la domenica alla distribuzione dei premi di categoria, mi ha insegnato molto questa esperienza. Tra le cose più belle ci son state per l’appunto i commenti positivi dei partecipanti, l’aver vissuto tre giornate molto intense ma nello spirito dell’unione e del venirsi incontro e soprattutto dell’essere utili, questo insieme ai compagni di squadra e quindi conoscerli e vivere le amicizie in maniera ancora più profonda. Ad ultimo mi son sentito molto appagato dai ringraziamenti che ci ha fatto Roberto e di una ragazza (Serena), che essendo molto precisa ed esigente ci aveva bastonato più volte nel corso di questi giorni, che al termine di tutto si è complimentata con tutti noi per il lavoro e per il modo di averlo svolto senza mai farsi prendere dal nervosismo. 
Visto che mi chiedi cosa migliorerei direi che già quest’anno rispetto agli ultimi due anni siamo andati molto meglio perchè non ci son mai state lunghe code, direi di fare maggiore attenzione nella fase d’iscrizione per evitare tutte le varie modifiche che son passate per le mani del pazientissimo Marco.
L’esperienza è stata molto bella, ieri al termine avevo solo voglia di buttarmi sul letto ma ora che mi son riposato sorrido a ripensarci e senza dubbio ti dico che il prossimo sarò di nuovo lì presente a darmi da fare!” Sergio Terracina
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Spero sia ora un po’ più chiaro tutto il lavoro e l’entusiasmo che c’è dietro questa manifestazione, Roberto primo su tutti, ma tutti noi ci mettiamo tutto il nostro spirito sportivo perchè citando Mandela “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni.”
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Giulia Ceribelli